Valori familiari

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I Rothschild hanno unito i tre rami della famiglia,
rappresentati nel loro stemma dalle frecce, per produrre
Champagne. Di eccellenza. Parola di Philippe

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di Jean Charles Viens foto di Stefano Scatà

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C’Sopra, lo Champagne lasciato a maturare. In alto, da sinistra, le capsule su cui sono raffigurate le cinque frecce dello stemma di famiglia, una per ogni ramo della dinastia; i vigneti in Côte des Blancs, patria dello Chardonnay; il rosso impiegato per il Rosé è vinificato in azienda. A fianco, l’interno della Maison a Reims, nel cuore della città, in un edificio del XIX secolo. C’è qualcosa che incute soggezione nella famiglia Rothschild: non è solo il patrimonio costruito nei secoli, il potere e il prestigio riconosciuti a livello globale, ma sono anche le attività imprenditoriali nei più diversi settori, dall’immobiliare al bancario, dal vino all’energia, dall’arte fino alle organizzazioni no-profit. La dinastia ha inizio con Mayer Amschel Rothschild nella metà del XVIII secolo. I suoi cinque figli corrispondono ai primi cinque rami: le frecce raffigurate oggi nello stemma di famiglia. Più di 250 anni fa e molte generazioni dopo, altri tre rami della dinastia Rothschild hanno unito le forze per debuttare nel settore dello Champagne, mettendo assieme il know-how e il senso dell’innovazioneche li contraddistinguono per conseguire i valori del motto di famiglia: Concordia, Industria, Integritas. Intervistato da Spirito diVino, Philippe Sereys de Rothschild, proprietario di Château Mouton-Rothschild e presidentedi Baron Philippe de Rothschild group e Champagne Barons de Rothschild, spiega questi valori partendo da «Concordia»: «Le questioni di famiglia sono sempre alquanto complesse, ma nonostante ci troviamoa essere sostanzialmente concorrentinelle nostre attività, abbiamo decisosin dall’inizio che ogni decisione riguardante lo Champagne sarebbe stata presa all’unanimità e in totale armonia».

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Le capsule con le cinque frecce dello stemma di famiglia, una per ogni ramo della dinastia

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I vigneti in Côte des Blancs, patria dello Chardonnay

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Il rosso impiegato per il Rosé è vinificato in azienda

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Il nonno di Philippe deteneva partecipazioni in Champagne già a partire dal 1945, prima con Ruinart e in seguito con Henriot. Ma è solo nel 2003 che Benjamin de Rothschild, proprietario di Château Clarke e presidente di Edmond de Rothschild Group, avanza la proposta di riunire i tre rami della famiglia per la creazione della nuova Maison di Champagne. La sfida ha inizio nel 2005, seguita dalla commercializzazione delle bottiglie nel 2009. Lo spirito che anima l’iniziativa, alla quale partecipa anche Éric de Rothschild, proprietario di Château Lafite Rothschild, consiste nell’assoluto rispetto delle tradizioni della Champagne. Il know-how e la scelta dei migliori terroir garantiscono il livello di eccellenza che da sempre contraddistingue i diversi rami della famiglia nei rispettivi business.

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Philippe Sereys de Rothschild, proprietario di Château Mouton-Rothschild e presidente della Maison dedicata alle celebri bolle francesi

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Philippe Sereys de Rothschild, proprietario di Château Mouton-Rothschild e presidente della Maison dedicata alle celebri bolle francesi

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Per quanto riguarda «Industria», Frédéric Mairesse, direttore generale di Champagne Barons de Rothschild, è l’unico a lavorare contemporaneamente come dirigente per i tre rami della famiglia Rothschild. Grazie alla sua profonda conoscenza dello Champagne, ha saputo da subito, istintivamente, come procedere per unire al meglio le forze. «Quando porti il cognome Rothschild, devi puntare all’eccellenza», sottolinea durante la nostra visita. È avvenuta a Vertus, nel cuore della Côte des Blancs, dove hanno visto la luce la tinaia e la cantina. Senza lasciare nulla al caso, gli Champagne vengono realizzati secondo gli standard più elevati, rigorosamente applicati in ogni fase del processo di vinificazione. Alla base di questa ambizione, la decisione di produrre solo piccoli quantitativi ottenuti da materie prime accuratamente selezionate e di lasciare che il tempo faccia lentamente il suo corso.

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Lo Champagne lasciato a maturare

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«Abbiamo scelto di puntare sul terroir», racconta Philippe Sereys de Rothschild. «I viticoltori della regione condividono la nostra filosofia, che è alla base dell’approccio a lungo termine che abbiamo scelto di adottare ». L’uva proviene da 70 ettari di vigne: l’80% Premier cru e Grand cru con maggioranza di Chardonnay originario di Le Mesnil-sur-Oger, Oger, Cramant, Avize e Vertus. Il Pinot noir arriva invece prevalentemente da Verzenay, Verzy, Ambonnay, Mareuil, Trépail e Aÿ. Spiega Mairesse: «La Côte des Blancs, patria dello Chardonnay, si è imposta subito come la scelta naturale». Nel 2005 i Rothschild uniscono tutti e tre i rami della famiglia e avviano una partecipazione con una cooperativa di viticoltori di Vertus, in Cote des Blancs, per utilizzare e condividere attrezzature tecniche e logistica. Nel 2007 la nuova società decide di investire in strutture proprie e crea una cantina innovativa dotata delle più moderne attrezzature della regione, tra cui piccoli tini da 30 e 60 ettolitri in cui avviene la fermentazione lotto dopo lotto per conferire una maggiore caratterizzazione al blend finale della cuvée utilizzata per la rifermentazione in bottiglia.

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L’interno della Maison a Reims, nel cuore della città, in un edificio del XIX secolo

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Avendo deciso di stabilirsi nel villaggio di Vertus e di impiegare 20 persone nelle vicinanze,  nel 2013 la società acquisisce Maison Prieur. Parlando del futuro, Sereys de Rothschild dichiara: «Alla fine acquisteremo altri vigneti da aggiungere al nostro piccolo terreno. Ma non abbiamo fretta», continua, «il tempo è dalla nostra parte e noi siamo molto pazienti». Su «Integritas» i Rothschild, mantenendo un atteggiamento low profile, informano subito le altre Maison in Champagne delle loro intenzioni. «Si sono subito mostrati tutti entusiasti, pensando che il nome Rothschild, con il suo prestigio, non avrebbe potuto che migliorare l’immagine dello Champagne nel mondo, spiega Mairesse. Aggiunge Sereys de Rothschild: «Il progetto nasce all’insegna del più assoluto rispetto delle tradizioni dello Champagne, senza compromessi sulla qualità». L’obiettivo è realizzare un grand vin dal migliore Chardonnay. La distribuzione, che viene affidata ai tre rami della famiglia Rothschild, punta alle location più esclusive, ai ristoranti oltre agli hotel più prestigiosi dislocati in tutto il mondo. Ogni dettaglio è attentamente studiato per trasmettere una visione globale di eccellenza. Dalle uve e dai vigneti migliori, le decisioni prese durante l’intero processo sono mirate a preservare l’integrità del prodotto e a realizzare le cuvée più pregiate. «Ci stiamo posizionando nel mercato del lusso», puntualizza il direttore generale di Champagne Barons de Rothschild, «con una produzione di piccoli volumi». L’obiettivo è rifornirsi delle uve migliori e acquisire i vigneti migliori accrescendo l’impegno a lungo termine nella regione.

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Gli interni classici della Maison

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Il nuovo Champagne Vintage 2008

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Gli interni classici della Maison

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Forse la vera forza di questa partnership non risiede solo nel terroir, proviene dalla potenza di una dinastia che esiste da secoli. Unita e animata da oltre 250 anni di passione per gli affari, la famiglia si distingue anche per l’attenzione alla qualità e allo stile di vita. Quando siamo ormai sul punto di congedarci, Philippe Sereys de Rothschild aggiunge: «A volte ci chiediamo perché lo facciamo. La risposta è che a noi piace dare piacere agli altri. La parte tecnica è necessaria ma non è sufficiente per realizzare un sogno». In fondo, una volta fatto e detto tutto, rimane un’unica constatazione: il vino è stato creato per il piacere, un piacere che deve raggiungere le vette più elevate a cui si possa ………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

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