Maratona d’assaggi

[vc_row row_type=”parallax” parallax_content_width=”full_width” text_align=”left” full_screen_section_height=”no” css=”.vc_custom_1494697475550{padding-top: 50px !important;padding-bottom: 44px !important;}”][vc_column]

[/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”yes” type=”grid” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=”” css=”.vc_custom_1475856962388{padding-bottom: 20px !important;}”][vc_column][interactive_banner_2 banner_style=”style1″ image_opacity=”1″ image_opacity_on_hover=”1″][vc_column_text]

Una otto giorni tra centinaia di campioni in cinque location tra Firenze, San Gimignano, Montalcino e Montepulciano

[/vc_column_text][vc_column_text]

di Pierluigi Gorgoni

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”75px”][vc_column_text]

Poco piu’ di una settimana. Questo è tutto il tempo concesso ai giornalisti provenienti da tutto il mondo per avvicinare in anteprima gran parte delle denominazioni di maggior pregio, storicità e fama della regione Toscana. La Fortezza da Basso e la Stazione Leopolda a Firenze, il Museo di arte moderna contemporanea De Grada a San Gimignano, La Fortezza Medicea a Montepulciano e il Chiostro e Complesso di Sant’Agostino a Montalcino sono i teatri magnifici di questo evento a tappe. All’assaggio sfilano Chianti in tutte le sue declinazioni e Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano e Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e tanto altro ancora.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”grid” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=”” css=”.vc_custom_1463146163185{padding-top: 50px !important;padding-bottom: 44px !important;}”][vc_column width=”1/2″]

Chianti Classico, qui in primo piano il Monteraponi 2015 dell’azienda di Radda, ha schierato le annate 2014 e 2015.
[/vc_column][vc_column width=”1/2″]

Momenti di Chianti Lovers alla Fortezza da Basso promossa dal Consorzio Vino Chianti alle Anteprime Toscane (www.anteprimetoscane.it), con oltre 100 aziende e 500 tipologie di vino degustate.
[/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”yes” type=”grid” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=”” css=”.vc_custom_1475856962388{padding-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

 A dire il vero, il tanto altro ancora, che poi corrisponderebbe alle pregevoli denominazioni di Morellino di Scansano, Montecucco, Elba, Orcia, Valdarno, Costa Toscana, ma con l’eccezione di Bolgheri, Carmignano e Cortona, confinato al primo giorno della rassegna e secondo una modalità di assaggio poco confortevole, costituisce probabilmente il più impervio e avventuroso esercizio di degustazione e valutazione di tutta la settimana. Per questo userò più cautela che altrove. Tornando, invece, all’ambito più generale, le annate di riferimento sono state diverse e le risposte dei differenti terroir, ovviamente, si sono adeguate, cambiando di volta in volta gli esiti………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”grid” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=”” css=”.vc_custom_1463146163185{padding-top: 50px !important;padding-bottom: 44px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”18367″ img_size=”full” alignment=”center” qode_css_animation=””]

[/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_column_text]

La prospettiva del Chianti fuori dal Chianti Classico si espande a dismisura. Si va dalla forma più sbarazzina, fresca e impulsiva, fino alle versioni di raffinatissima fattura, dotate di tessuto importante e ampie prospettive di evoluzione in bottiglia. Si va per terre diverse, da Pisa ad Arezzo, dai Colli Fiorentini ai Colli Senesi, fino alla Rufina. Si va anche per ambizioni diverse. Il Chianti Montespertoli e il Chianti Colli Fiorentini, in generale, mostrano segnali molto incoraggianti di crescita costante. Il Chianti Rufina si conferma invece area di pregio assoluto, tra le prime di Toscana. L’appunto: assaggiare i vini della troppo prossima vendemmia 2016, come campioni da botte, imbottigliati alla bisogna, magari con fermentazione malolattica non svolta (di fatto si tratta di una en primeur più che di una anteprima), può dare soltanto parzialissimi riferimenti qualitativi, e rischia di sminuire il valore reale di molti di questi vini nel confronto diretto con i già «pronti» Chianti 2015 (che già qui si annuncia come annata di altissimo profilo), 2014 (non facile) e a scendere. Per questo motivo mi astengo dal formulare giudizi sui 2016. Quanto mai prematuri.

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”67px”][vc_column_text]

92Castello del Trebbio Chianti – Superiore 2015 . Bella densità ma sollevata, sospesa, frutti neri e cenni speziati, palato notevolissimo, con un tannino perfettamente integrato e notevole lunghezza (www.castellodeltrebbio.it).

92Selvapiana Chianti Rufina – Bucerchiale 2015 . La storica casa della famiglia Giuntini aggiunge un’altra sua perla. Roboante complessità per questo Bucerchiale 2015, balsami naturali, visceralità, tensione, allungo supremo (www.selvapiana.it).

90Tenuta San Vito Chianti Colli – Fiorentini 2015 – Azienda biologica da oltre 30 anni, con il 2015 realizza un Chianti tonico e fitto, dalla trama tannica fine ma che non rinuncia alla schiettezza (www.san-vito.com).

90Fattoria di Fiano Chianti Colli – Fiorentini 2015 Non nuova a performance di spicco, l’azienda di Ugo Bing ha disegnato con il 2015 un vino davvero esemplare: lauro, timo, mammola. Sangiovese! (www.ugobing.it). ..……PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE [/vc_column_text][vc_empty_space height=”25px”][/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”grid” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=”” css=”.vc_custom_1463146163185{padding-top: 50px !important;padding-bottom: 44px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”18366″ img_size=”full” alignment=”center” qode_css_animation=””][vc_empty_space height=”25px”][vc_column_text]

Pur rimanendo nell’ambito più ristretto del solo Chianti Classico, naturalmente gli esiti sono quanto mai molteplici, vuoi per le differenti annate proposte, vuoi per interpretazioni e territori che in quest’area davvero presentano una polifonia straordinaria, vuoi anche per le diverse ambizioni e mire dei vini prodotti. Certamente, non senza compiacimento, si registra che va avanzando e diffondendo una cifra stilistica sempre più improntata alla finezza e alla tensione, tanto aromatica che gustativa, in barba alle tendenze pseudo supertuscan, assai più tronfie e gonfie, in voga negli anni 90 e che adesso paiono aver trovato in massima parte rifugio nella recente menzione Gran Selezione (qui però ne segnalerò tre, solo tre, di più viscerale territorialità). A voler tentare un paio di sintesi, l’annata 2014, fresca e piovosa, difficile, sembra aver acuito i tratti più ossuti del Chianti Classico d’altitudine (quello per intenderci di Lamole e Radda); la 2015, equilibrata, temperata, calda, sembra aver ispessito la mediterraneità dei Chianti Classico di trama più corposa (quelli per esempio di Panzano, di Castelnuovo Berardenga e di San Casciano Val di Pesa). A seguire divisi per tipologia: Chianti Classico, Chianti Classico Gran Selezione e Chianti Classico Riserva.

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”15px”][vc_column_text]

93 – Riecine Chianti Classico 2015 –  Approdo irrinunciabile per un Chianti che vibri puro e con ineffabile senso di naturalezza. Rosa canina e lampone, acidità sottile ma strenua. Sublime (www.riecine.it).

91 – Pomona Bandini Villa Pomona Chianti Classico 2015  – Da vigne a 350 metri a Castellina in Chianti, il vino combina eleganza, maturità, tannini fini e progressione (www.fattoriapomona.it).

91 – Castellinuzza e Piuca Chianti – Classico 2014 –  Vigne a Lamole, altitudine e tensione (anche la 2014) in un Chianti prezioso, confettura di fragola, aspro il giusto e vibrante, con tanto sentimento (www.castellinuzzaepiuca.it).
90 – Montebernardi Chianti Classico Retromarcia 2015 – Ormai una certezza questa azienda di Panzano. Un vino ..…………………………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”18369″ img_size=”full” alignment=”center” qode_css_animation=””][vc_empty_space height=”25px”][vc_column_text]

Nel panorama dei bianchi italiani, la Vernaccia di San Gimignano merita già un posto di assoluta preminenza non solo per la sua storia e la bellezza mirifica del borgo e dei luoghi attorno. È il vino che ultimamente è diventato grandissimo, con diverse etichette di eccellenza e una decina di aziende, almeno, che da anni interpretano il vitigno secondo espressioni di perentoria personalità, dando luce alla grazia sottile dei suoi aromi delicati, valorizzando l’espressione diffusamente sapida del terroir su cui alligna, per consegnarci un bianco flessuoso, dinamico, complesso, bevibilissimo e capace di invidiabili evoluzioni nel tempo. Elisabetta Fagioli con Montenidoli, innanzitutto, Panizzi poi, quindi Cesani, Le Calcinaie, Il Colombaio di Santa Chiara, mi paiono con evidenza, seppur con stili ed esiti differenti, i fari di questa nuova epopea.

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”65px”][vc_column_text]

93 – Tenuta Le Calcinaie Vernaccia di San Gimignano Vigna ai Sassi 2014 –  La difficile annata 2014 ci consegna un vino fulminante. La stazza e la finezza convivono sul sapiente filo del sale e della tensione bellissima (www.tenutalecalcinaie.com).

92 – Cesani Vernaccia di San Gimignano Sanice Riserva 2014 – Lievissima nota affumicata, verticalità e al palato un tatto magnifico che t’assale per freschezza e complessità, agrumi, acidità, avvenire (www.cesani.it).

91 – Montenidoli Vernaccia di San Gimignano Fiore 2014 –  Il Fiore di Elisabetta Fagiuoli è la Vernaccia. qui, un bianco in cui purezza e visceralità si afferrano. Vibrante, sensuale, quintessenziale (www.montenidoli.it).

91 – Panizzi Vernaccia di San Gimignano Vigna Santa Margherita 2015 –  Bella fibra, bella tempra, acidità e agrumi che muovono, scorza e sale s’intrecciano in una stoffa pregevole di complessità. (www.panizzi.it) ..……PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”grid” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=”” css=”.vc_custom_1463146163185{padding-top: 50px !important;padding-bottom: 44px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”18368″ img_size=”full” alignment=”center” qode_css_animation=””][vc_empty_space height=”25px”][vc_column_text]

Probabilmente siamo di fronte alla denominazione che più di ogni altra cerca ancora di affermare la sua qualità specifica e peculiare. Qui troviamo un manipolo di produttori di conclamata affidabilità, ne conto almeno una dozzina, che interpretano il Sangiovese (qui detto Prugnolo Gentile) secondo forme ancora non facili da inquadrare complessivamente. Ma c’è una crescita palese. A differenza di altri territori e altre denominazioni storiche, già più emancipate, qui sembra ancora perdurare in molti campioni un retaggio tipo «fine ventesimo secolo» che vuole ancora nei calici vini corpulenti e in cantina dosi sostenute di rovere. I rossi invece che segnalo mi sembrano aver trovato una cifra e una misura espressiva più elegante e, in definitiva, più coinvolgente. La vendemmia 2014, in ogni caso, sconsiglia entusiasmi, soprattutto il finale di bocca di tanti vini sembra asciugarsi e stringersi affannoso, occorreranno allora pochi anni per raggiungere l’apice e non si annuncia vendemmia da importante invecchiamento. Annata quindi che ha rappresentato un severo banco di prova per il talento sia degli enologi sia dei vignaioli qui presenti alle Anteprime Toscane.

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”65px”][vc_column_text]

90 – Montemercurio Nobile di Montepulciano Messaggero 2014 – Ciliegie e peonia, frutti scuri e fiori, un bel senso di autenticità, tannini polverosi ma ha un suo sviluppo sostenuto, grande interpretazione (www.montemercurio.com).

90 – Tenuta Gracciano della Seta Nobile di Montepulciano 2014 –  Caratteriale, appena scontroso, di gran personalità, il palato puntuto con tannini che rimbombano ai bordi, stazza e anche polpa (www.graccianodellaseta.it).

90 – Boscarelli Nobile di Montepulciano 2014 – Tonicità e pulizia, volumi composti, anche al palato ha spinta e amalgama tra tannini, acidità, sale, volume. Chiude più stretto però senza fratture (www.boscarelli.com).

90 – Salcheto Nobile di Montepulciano 2014 – Stilizzato, sollevato, aperto, è un Nobile di Mpntepulciano che si esprime per fragranze floreali e sussurrate. Il palato, poi, sa offrire tonicità, slancio, sfumature, vive vibrazioni (www.salcheto.it)..………………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”18365″ img_size=”full” alignment=”center” qode_css_animation=””][vc_empty_space height=”25px”][vc_column_text]

Battezzata come annata a cinque stelle, la 2012 a Montalcino ha prodotto vini di assoluta qualità ma che nel complesso non mi sento di considerare del tutto «eccellente». L’andamento climatico dell’annata 2012 è stato tra i più bizzarri che si è registrato negli ultimi anni, con una siccità già invernale e uno stress idrico primaverile oltre che estivo il quale ha portato maturazioni delle uve anticipate ma non complete, in particolare sul fronte fenolico (ovvero delle bucce e quindi dei tannini e degli antociani). Ne son venuti vini in generale ricchi sotto il profilo della polpa, con profumi maturi e densità aromatica, più complicati nella matrice tannica, con sensazioni a volte aggressive e finali di bocca tendenti all’asciugatura. Oramai, però, non meno di una trentina di aziende hanno qui acquisito una consapevolezza e una continuità davvero impressionanti. Capaci di interpretare anche un’annata come questa in una chiave ineffabile di grazia e suprema di complessità. In definitiva, tante le conferme e qualche novità molto interessante. Inoltre, la vendemmia 2015, avvicinata qui per i Rossi di Montalcino, anche questa a tendenza calda ma più equilibrata, annuncia già materia di primordine e probabilmente è da considerarsi l’unica vera vendemmia a cinque stelle se consideriamo l’ultimo lustro, ossia quello 2012-2016.

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”25px”][vc_column_text]

95 – Le Potazzine Brunello di Montalcino 2012 – Quale meravigliosa complessità: lamponi, violette, ciliegie. Volume soffice, sollevato e profondo, tannini fini e straordinaria chiusura stratificata (www.lepotazzine.it).

95 – Poggio di Sotto Brunello di Montalcino 2012  – La sottile volatile s’insinua tra i sussurri di rose e di ribes, la finezza del tessuto è unica, irripetibile per una dinamica sostenuta e magnifiche aperture (www. collemassari.it/it/tenuta-montalcino.html).

93 – Corte dei Venti Brunello di Montalcino 2012 -Aperto, ampio, sfaccettato e poi vibrante e bellissimo questo Brunello di Corte dei Venti: mostra visceralità, tensione e amalgama, intreccia e cuce frutti e terra (e fin emozioni), vino decisamente grandissimo (www.cortedeiventi.it).

93 – Il Marroneto Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2012 – Tanta complessità, altrettanto turgore, esagerato. In questo Brunello il tannino è impertinente, gessoso, ma fine, forza eppur grazia, e molta profondità (www.ilmarroneto.it)………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css_animation=””][vc_column][vc_column_text]

Calici con vista su Palazzo Vecchio in piazza della Signoria a Firenze a suggellare le Anteprime Toscane 2017.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]