Assaggi da tutto il mondo con vista mare

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Assaggi da tutto il mondo con vista mare

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di Emanuele Alessandro Gobbi

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Per trasmettere la cultura e la ricerca che sono alla base della selezione, Sagna S.p.A. ha riunito a Bari la forza vendita e i suoi prodotti. Dal Chianti alla Tequila

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Eh sì, davvero una bella scoperta Bari! Nel mio immaginario, non avendola ancora vista prima d’ora, la scorrevo come una città portuale, caotica e perciò azzardata. Non soltanto leggevo negli ultimi anni di una sua rinascita politica, culturale e turistica, ma ho avuto la stimolante sorpresa, anche se per pochi momenti, in una giornata inebriata di sole e venti marini, di respirare un’aria di estrema autenticità in quel preciso capolavoro della città vecchia. Un posto da non perdere e in cui perdersi, lontano dai momenti oscuri dei vari contrabbandi, addensato sul promontorio tra il porto vecchio e il porto nuovo, con un tipico impianto medievale, suggellato da un groviglio di strade anguste, tortuose e dalla basilica di San Nicola, effettivo splendore dell’architettura romanico-pugliese. In tale spazio, sembra realmente riassumersi la storia della città, dalle origini come centro e porto dei Peucezi, poi municipio romano, quindi influente capitale dei Bizantini fino ai Normanni, quando divenne uno dei principali porti d’imbarco delle Crociate.

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La casa di distribuzione Sagna (importatori dal 1928) non poteva scegliere luogo migliore (ben inteso non «location»), al Molo San Nicola, per consegnare con maggior slancio ai suoi responsabili di zona la filosofia che ha ispirato, e ispira tuttora, le selezioni dei numerosi articoli. «Se non trasmetto ai miei agenti la cultura e la ricerca che stanno dietro alle bevande scelte, di conseguenza non posso pensare di raggiungere i miei obiettivi di vendita», chiosa Massimo Sagna (ad dell’omonima azienda), dirimpetto per l’appunto a Bari Vecchia, dove la camminata sul mare diviene perfetta per fare i classici due passi, dare una sbirciata furtiva alle cassette dei pescatori e dove, guarda caso, come ci ricorda quel genio di Calvino in Finibusterre (1954) «…il mondo attorno all’antico San Nicola è un formicaio ebbro di vitalità. Vecchi cortili sono stanze, vecchie cappelle sono magazzini, una scala sfonda un muro, un muro alza la testa oltre il soffitto. Passa con il braccio steso il venditore di pomodori secchi e salati e il suo lamento incomprensibile eccita l’appetito». Proprio così, il languore l’abbiamo avuto anche noi quando sono arrivati i camerieri con alcuni piccoli assaggi di una cucina che non ha confini: povera, bella e meticcia.

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In una parola sola, golosa. Una gastronomia che racconta con sapienza la campagna così come le ondate di transiti e conquiste e che onora soprattutto la tradizionale generosità del Mezzogiorno. Tre prodotti agricoli principali: grano, olio e vino. A quest’ultimo, però, questa volta ci ha pensato Sagna con sorsi pregevoli dal resto d’Italia e non solo, accompagnati da distillati e liquori di qualità sopraffina. Del resto, i vari produttori sono catalogati dalla società torinese, come da consuetudine, secondo due criteri tanto semplici da scrivere quanto difficili da perseguire e mantenere, ovvero l’eccellenza qualitativa della mercanzia e la gestione familiare. In più con una doppia esclusiva: la garanzia su tutto il mercato italiano in cambio della non-distribuzione dei concorrenti per la singola tipologia di prodotto. Il viaggio virtuale degli inevitabili assaggi è stato pertanto allietato dal nervo e dalla classicità chiantigiana di Terrabianca, dallo straordinario equilibrio dolce-acido della Valpolicella di Secondo Marco, dall’esagerato rispetto per il territorio friulano di Ronchi di Cialla, dall’estrema verticalità valdostana di Maison Anselmet, dall’inconfondibile eleganza langarola del Barolo, del Barbaresco, del Moscato Passito, e delle sue vibranti distillazioni, rispettivamente di Pianpolvere Soprano, Castello di Neive, Azienda Agricola Metilde e Romano Levi.

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Di seguito, la Francia con un banchetto di assoluto pregio con lo Champagne Théophile (elaborato da Roederer), i Borgogna e Chablis Domaine Faiveley e Régnard, il Loira Baron de Ladoucette, i Bordeaux Château Haut-Beauséjour, Château de Pez, Château Respide, il Côtes du Rhône (Chateauneuf-du-Pape) Haute Pierre, l’alsaziano Domaines Schlumberger e il Côtes de Provence Domaines Ott. Inoltre, vini liquorosi tipicamente sabaudi con il Vermouth rosso di Antica Torino e una piccola sortita lusitana con i grandi Porto di W. & J. Graham’s e Adriano Ramos Pinto. Dulcis in fundo, una stuzzicante linea di mixology internazionale, onorevole e contemporanea riscoperta per i cocktail di un certo livello: la Purity Vodka, il Rhum agricole de la Martinique J. M Blanc, il gin Panarea, la tequila La Hora Azul Blanco e altri ancora….…PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

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