Sedotta dai vigneti di Montalcino

Attrice e cantante nota in Asia, Carina Lau
ha talento, competenza e amore per il vino al punto
da produrlo. In Italia. Per diffonderlo in Cina

by Vanessa Hung

«Amare il vino è amare la vita. Concedersi il piacere di un buon vino è un modo per volersi bene». Ecco la filosofia di Carina Lau, nome noto e acclamata star della scena cinematografica di Hong Kong. Il suo nome va ad aggiungersi al lungo elenco di celebrità che si sono lanciate nel business del vino. A giugno di quest’anno, questa poliedrica attrice ha presentato +01, l’etichetta che porta il suo nome cinese: Jialing. Avvicinatasi per la prima volta al vino verso i vent’anni, Carina si è appassionata a questo universo grazie a dei generosi amici che le hanno fatto conoscere alcune indimenticabili bottiglie, facendo nascere in lei il desiderio di saperne di più. Col passare degli anni, Lau è diventata sempre più appassionata, oltre che competente, e ha proseguito nella sua ricerca dei vini migliori. Se è vero che la Francia è una delle culle del vino, l’Italia si distingue per l’ampia produzione vinicola, che ha risvegliato l’interesse dell’attrice. Carina Lau è stata conquistata dalla passione, dall’emozione e dal fascino unico della cultura italiana, nei vini, nelle arti culinarie e nei prodotti di lusso in genere.

Così +0 è il frutto di un’entusiasmante collaborazione tra la Lau e due dei suoi più cari amici, Eric Tsang e Sabine Brunner. E poiché il marito della Brunner, Stefano Sincini, executive director e general manager di Tod’s oltre a essere membro del consiglio di amministrazione, è anche proprietario della Tenuta Pianirossi vicino a Montalcino, l’idea della collaborazione ha iniziato a prendere corpo dopo le numerose visite di Lau all’azienda vitivinicola, dove ha avuto l’occasione di degustare i vini e si è innamorata dell’eccellenza dei Supertuscan della Tenuta. Ma l’attrice e cantante cinese naturalizzata canadese sente un legame forte con l’Italia. All’origine della partnership con Tsang, Brunner e Tenuta Pianirossi, dunque, lo speciale attaccamento al nostro Paese e il desiderio di diffondere la bellezza dei vini italiani nel mondo. Pianirossi ha esordito nella produzione vinicola oltre vent’anni fa.

Carina Lau lungo i vigneti di Tenuta Pianirossi (pianirossi.it): si tratta di 50 ettari nelle vicinanze di Montalcino

Carina Lau: «Amo tutto della Toscana: la gente, il cibo e il vino, il sole, le colline ondeggianti con le loro calde tonalità della terra, il rispetto per la natura. Mi hanno toccato il cuore».

Oggi, l’azienda si estende per 50 ettari nelle vicinanze di Montalcino. Racconta la Lau: «Amo tutto della Toscana: la gente, il cibo e il vino, il sole, le colline ondeggianti con le loro calde tonalità della terra, il rispetto per la natura. Mi hanno toccato il cuore». +0 collabora con Pianirossi per la produzione di cinque vini: Nero d’Avola, Montepulciano d’Abruzzo, Chianti, Primitivo e Maremma Toscana Riserva. Quest’ultimo, ottenuto da un assemblaggio di Montepulciano, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, può invecchiare meravigliosamente fino a vent’anni, sviluppando un variegato bouquet di fragranze e sentori. Come ha spiegato Lau, l’origine del vitigno Montepulciano è nelle Marche, la regione da cui proviene Sincini. Così, la miscela delle uve del Montepulciano è un omaggio alle radici di Sincini, mentre il Cabernet Sauvignon e il Petit Verdot ben rappresentano le aspirazioni internazionali della Tenuta Pianirossi. Considerato che il mercato cinese del vino è ancora ai suoi primi passi, per suscitare l’interesse iniziale del consumatore il packaging delle bottiglie è stato studiato nei minimi dettagli.

Vini +0 con la caratteristica e distintiva etichetta che riporta Jailing, il nome cinese di Carina Lau: sono in vendita in Cina sulla piattaforma di e-commerce Tmall

L’etichetta verde del Nero d’Avola, per esempio, sta a simboleggiare il rispetto per la natura e la sensazione di benessere, mentre il rosso ciliegia del Montepulciano d’Abruzzo ricorda i sentori dei frutti rossi. Creata con la volontà di integrare il vino nella cultura cinese, +0 punta ad accrescere la conoscenza del consumatore dei diversi vini perché impari ad apprezzarne fino in fondo il piacere. «Considerato il fatto che il tenore di vita continua a crescere e il ceto medio costituisce ormai una fascia molto ampia di consumatori, vorremmo che il consumo regolare di vino entrasse a far parte dello stile di vita cinese», conclude. Condividere e degustareun calice sono esperienze piacevoli, per questo Carina Lau auspica di avventurarsi nell’affascinante viaggio nel mondo dei vini italiani in compagnia di chi, come lei, è appassionato di questo nettare di Bacco.……PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

Marc Zhang di Tmall International, quindi Eric Tsang, Carina Lau e Sabine Brunner insieme nell’avventura di +0

Adrian Cheng e Carina Lau all’evento di lancio di +01